Risparmio energetico i nuovi Smart Starter di Philips
Lo starter o accenditore (dal verbo inglese to start, avviare) in ambito illuminotecnico è un dispositivo generalmente utilizzato nelle lampade a scarica per avviarne il funzionamento. Lo starter è sostanzialmente un interruttore in cui il contatto mobile è costituito da una lamina bimetallica che si deforma riscaldandosi. Questo dispositivo causa il riscaldamento degli elettrodi della lampada fino a una temperatura di circa 1200 – 1300 K, avviando in questo modo il processo di ionizzazione del gas che una volta completato porta al funzionamento a regime della lampada.
Lo starter deve essere opportunamente calibrato per ottenere un’accensione quanto più veloce e decisa. Questo componente ha tuttavia la capacità di adattarsi a lampade a scarica di diversa potenza, seppur entro certi limiti. Altre soluzioni, come l’alimentatore elettronico, rendono invece non necessario l’utilizzo dello starter.
Le lampade fluorescenti utilizzano gli starter per permettere una rapida accensione dei tubi e vengono installate in apparecchi che rimangono spesso accessi e che possiamo definire “energivori” come i distributori di bevande oppure installate in parcheggi, o in corridoi ed uffici.
Philips introduce una nuova generazione di accenditori, denominata Smart Starter.
Questo apparecchio comanderà l’accensione delle vostre sorgenti luminose secondo le vostre esigenze e negli orari a voi necessari, permettendovi di aumentare la vita dei vostri tubi fluorescenti e riducendo i costi dell’energia elettrica sempre più crescenti.
Non servono speciali competenze per installare Smart Starter. Basta sostituire il vecchio accenditore con un nuovo Smart Starter e il sistema è pronto per funzionare, senza modifiche ai vostri impianti ed alle vostre apparecchiature. Inoltre a breve sarà possibile riprogrammare gli Smart Starter tramite i nostri computer.
Philips garantisce fino a 100.000 accensioni e risparmi sui costi di gestione dell’impianto anche fino a 30%.
Continueremo a seguire lo sviluppo di questa tecnologia e vi terremo aggiornati!
Efficienza energetica e Fondo Rotativo di Kyoto – I finanziamenti della Cassa Depositi e Prestiti
Nell’Italia soffocata dalla crisi è stato introdotto dal 13 Febbraio 2012 un nuovo Fondo di Rotazione per interventi finalizzati alla riduzione dei consumi. Il fondo stanzia 600 milioni di euro per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili su piccola scala. Il fondo di rotazione per il protocollo di Kyoto consiste in un credito agevolato stanziato dalla Finanziaria addirittura del 2007 e fino ad ora mai entrato in funzione, che permetterà, grazie a meccanismi di cofinanziamento, di avere capacità di spesa pari a oltre 3 miliardi di euro.
L’efficienza energetica acquista così un ruolo di primo piano al pari dei sistemi produzione di energia da fonti rinnovabili, visto che i sistemi di efficientamento degli impianti permettono, in alcuni casi, risparmi e guadagni anche superiori ai sistemi di produzione di energia “verde”. Purtroppo però l’Italia fino ad ora aveva adottato delle politiche di incentivo completamente sbilanciate a favore delle fonti rinnovabili mentre queste ultime ed i stemmi di efficienza energetica costituiscono due strade complementari da percorrere anche per migliorare la competitività del sistema produttivo.
Dal Fondo di rotazione possono essere finanziati tutti gli interventi finalizzati alla riduzione dei consumi e che permettano un aumento dell’efficienza complessiva del sistema energetico, in particolare:
- Smart grid,
- interventi di cogenerazione o micro-cogenerazione (produzione di energia elettrica e calore anche su piccoli impianti),magari da fonti di origine naturale come biogas, biomasse vegetali, gas naturale, scippato.
- interventi di trigenerazione (produzione di energia elettrica, calore e freddo), magari da fonti di origine naturale come biogas, biomasse vegetali, gas naturale, cippato.
- Interventi con energie rinnovabili come solare fotovoltaico o termico, eolico, idrico.
- Interventi di installazione o sostituzione di motori elettrici con nuovi modelli ad alta efficenza o apparati di gestione come inverter o soft start.
- Ricerca di tecnologie innovative,
- Gestione forestale sostenibile
Dal 15 marzo 2012 per aziende, privati e condomini è possibile attingere alle risorse del fondo, gestito dal Ministero dell’ambiente, ed ottenere grazie alle risorse disponibili dei finanziamenti a tasso agevolato pari allo 0,5% con rimborsi semestrali, la cui durata potrà variare fino a massimo di sei anni per le organizzazioni private ed un massimo di quindici anni per gli enti pubblici. I finanziamenti garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti permetteranno di finanziare interventi fino al 70% dell’importo per le richieste presentate da privati o aziende e fino al 90% per le pubbliche.
Le domande devono essere compilate esclusivamente online, dopo essersi accreditati nella sezione del sito della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), in cui è disponibile tutta la documentazione completa. I beneficiario dovrà in seguito recarsi presso una delle banche aderenti alla convenzione con la Cdp per gli ulteriori adempimenti e per la stipula del contratto di finanziamento. Tutto il sistema bancario avrà la possibilità di operare con la Cdp.
Le banche aderenti rilasciano la comunicazione dei parametri di affidabilità economia finanziaria e la fideiussione bancaria, potranno inoltre concedere un finanziamento per la quota eccedente del costo totale del progetto non coperta dal finanziamento agevolato.
I termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato nel 14 Luglio 2012.
Per maggiori informazioni potete contattarci o visitare il sito della Cassa Depositi e Prestiti.
Rifasamento – Rifasare per risparmiare
In relazione alle ormai note campagne di risparmio energetico proposte dai mercati, e di conseguente risparmio economico, siamo oggi ad analizzare il più certo e verificabile degli interventi: il rifasamento.
Rai e canone TV anche per i sistemi di videosorveglianza e computer negli ambienti lavorativi. – Precisazioni della Rai
Leggiamo e riportiamo da “il Sole 24 Ore” di oggi, articolo di Silvia Sperandio e all’interno di Luca Figini:
Nessuna tassa per chi possiede un pc collegato alla rete, tablet e smartphone. Lo precisa la Rai, chiarendo che la lettera inviata si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori.
Da “il Fatto Quotidiano” approfondiamo le osservazioni della Rai:
La nota di viale Mazzini, del resto, insiste molto sul punto: “Ciò, quindi, limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer – è scritto nel comunicato della Rai – rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (Bbc) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone”. Detto questo, “si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore”. Già ieri la Rai aveva chiarito che “le lettere inviate non si riferiscono al canone ordinario (relativo alla detenzione dell’apparecchio da parte delle famiglie) ma si riferiscono specificamente al cosiddetto canone speciale, cioè quello relativo a chiunque detenga – fuori dall’ambito familiare (ad esempio imprese, società, uffici) – uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezioni di trasmissioni radiotelevisive”.
Qui sotto i link agli articoli originali.
Via il Sole 24 Ore
Via il Fatto Quotidiano
Rai e canone TV anche per i sistemi di videosorveglianza e computer negli ambienti lavorativi.
La Rai ha inviato un’ingiunzione di pagamento a 5 milioni di imprese chiedendo il pagamento del canone su qualsiasi apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo: pc, videofonini, videoregistratori, iPad ed anche i sistemi di videosorveglianza. Il “canone speciale” di abbonamento costerà dai 200 ai 6mila euro l’anno, a seconda della tipologia, per un salasso sul sistema produttivo di oltre un miliardo di euro l’anno. Ma imprese e associazioni di consumatori non ci stanno e parte la rivolta.


